Un’estate italiana (Tour 2): 7 giorni in cellula pick-up tra Dolomiti Friulane e Bellunesi, fuori dal turismo di massa.

Esplorare la montagna senza fretta. Vivere la sosta libera dove la natura accoglie ancora il viaggiatore educato. Perdersi tra vette monumentali e storie che stringono il cuore. Questo secondo tour della nostra estate italiana ci (perché per questo tour sono insieme a Paolo mio compagno di viaggio e di vita) porta a bordo della nostra cellula pick-up alla scoperta delle Dolomiti Friulane e Bellunesi. Dieci giorni in un territorio nascosto, selvaggio e lontano dai circuiti del turismo di massa. Ecco il diario di bordo dettagliato di 7 giorni di viaggio.
 

 
Il nostro viaggio inizia al Lago di Arsiè. Qui inauguriamo subito la sosta libera: questo territorio la permette e la valorizza, a patto che venga vissuta con assoluta educazione e profondo rispetto per l’ambiente.
 
L’alleato perfetto per la sosta libera
Per essere al 100% autonomi, la nostra cellula è dotata di una batteria al litio da 100 A. Per questa vacanza abbiamo deciso di abbinarci il generatore di corrente ecologico VoltabGo, una scelta che si è rivelata provvidenziale. Avendo lasciato acceso il boiler dell’acqua calda, abbiamo scaricato completamente la batteria del pick-up. È bastato collegare il VoltabGo al mezzo per recuperare subito l’energia e ripartire senza problemi. Maggiore autonomia e zero ansie!
 
Tappa a Cima Grappa
Mettiamo in moto direzione Sacrario Militare di Cima Grappa.
  • La strada: Fattibile con qualsiasi camper. Prestate solo attenzione in alcuni tratti perché la carreggiata si restringe.
  • La sosta: È possibile sostare con veicoli ricreazionali, ma vige il divieto di pernottamento. In cima sono presenti un bar e un punto ristoro.
  • La visita: Il sacrario è visitabile liberamente all’esterno. Per l’interno, potete chiedere informazioni ai militari sul posto.

Davanti a queste opere il pensiero va subito alla stupidità della guerra, capace di spezzare giovani vite e famiglie per pura sete di potere. Esigete da voi stessi un rigoroso silenzio durante tutta la visita, anche all’aperto, per rispetto verso i caduti.
 
Pomeriggio a Belluno
Concludiamo la giornata a Belluno, un capoluogo di provincia incredibilmente tranquillo e ordinato.
  • Parcheggio camper: Si trova alla base della città.
  • Accesso al centro: Comodissimo, tramite scale mobili che portano direttamente nel cuore storico.
  • Cosa fare: Dedicate una mezza giornata a passeggiare nel centro pulito e curato (ho persino trovato un ottimo barbiere per un taglio perfetto!).
Finiamo la serata dirigendoci verso la Diga del Vajont, dove ci aspetta una notte in sosta libera immersi nel silenzio totale della natura.
 

 
Ci svegliamo nel silenzio, interrotto solo dall’arrivo di un gruppo di geologi. Compiono un sopralluogo annuale: il Vajont, ancora oggi, è un territorio strettamente sotto osservazione.
 
Tra memoria e natura
Percorriamo in rigoroso silenzio le strade che circondano la diga e attraversiamo i paesi spazzati via nel 1963. Non tutti sanno che l’ondata d’urto d’aria prodotta dal distacco della montagna fu pari al doppio della bomba atomica di Nagasaki. Lo spostamento d’aria e l’acqua uccisero più di 2000 persone. L’onda d’urto è stata la devastante conseguenza del distacco di una frana di 270 milioni di metri cubi di Monte Toc, caduta nel lago artificiale il 9 ottobre 1963 alle 22.39. L’impatto generò una gigantesca massa d’acqua: una parte investì i paesi di Erto e Casso, mentre oltre 25 milioni di m³ scavalcarono la diga riversandosi nella valle sottostante a oltre 100 km/h. Vedere la porzione di monte scivolata a valle fa riflettere sull’incuria, la megalomania e la corruzione umana. Camminare lungo i sentieri, leggendo i nomi dei bambini mai nati o rimasti in tenera età, toglie il fiato.
  • Info utili: Per visitare il museo e fare il percorso guidato, contattate il Parco Nazionale delle Dolomiti Friulane. Ci troviamo proprio sul confine tra il parco Bellunese e quello Friulano: in questo tour continueremo a rimbalzare tra l’uno e l’altro.
 
Sosta a Cimolais
Per la notte ci spostiamo nell’area camper di Cimolais (PN).
  • Un grande plauso al comune: la struttura è aperta tutto l’anno, completamente automatizzata, pulitissima e permette il pagamento con carta di credito anche su base oraria. Si dorme ai piedi delle montagne del Parco Friulano.

 
Giorno 3: Ponti tibetani e la pioggia di Barcis
Il terzo giorno si apre con un ritorno sui nostri passi al Vajont, come forma di rispetto, per camminare nei paesini adiacenti.
 
Il Ponte Tibetano della Val Montanaia
Ci spostiamo nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, all’interno della foresta regionale della Valmontina (Perarolo di Cadore). Qui si trova un grande e spettacolare ponte tibetano che collega a Casera Valmontina. È il luogo perfetto per una domenica di pieno relax tra i prati, degustando ottimo formaggio e buon vino locale.
 
Carico e scarico a Calalzo di Cadore
Avendo bisogno di fare i servizi al mezzo, ci dirigiamo all’area camper comunale di Calalzo di Cadore. È completamente gratuita, dotata di carico, scarico (anche acque nere), colonnine elettriche e tavoli da picnic. Un’altra amministrazione che merita un enorme applauso per la gestione.
 
Verso il Lago di Barcis
Il meteo decide di non essere clemente. Sotto la pioggia, ritorniamo nel parco friulano per trovare rifugio nell’area camper sulle sponde del Lago di Barcis. Andiamo a dormire cullati dal rumore dell’acqua e con la simpatica compagnia di due anatre vicino alla nostra cellula pick-up.
 

 
Giorno 4: Il Sentiero del Dint e il paradiso della Val Settimana
Il risveglio regala un Lago di Barcis illuminato dal sole. Scopriamo che la zona è ricca di itinerari a piedi.
Zaino in spalla e racchette da trekking alla mano, imbocchiamo il Sentiero del Dint.
  • Il percorso: Attraversa tre punti panoramici eccezionali sulla gola e sul lago.
  • A chi è adatto: È interamente ombreggiato nel bosco, perfetto per le giornate di calura estiva. Richiede solo un po’ di attenzione se si cammina con bambini piccoli nei punti esposti.
Salutiamo Barcis e ci addentriamo in Val Settimana. Capiamo subito, dalla quiete e dalla bellezza del paesaggio, che questo posto è il vero paradiso della sosta libera per camper e caravan.
 

 
Ci svegliamo nel cuore della Val Settimana, circondati da boschi fitti, dal suono del torrente e dal profumo di resina. È una delle valli più nascoste ed esclusive di queste montagne, adatta solo a chi possiede un profondo senso del rispetto per la natura.
Partiamo per quella che doveva essere una passeggiata di due ore. Si trasforma in un’escursione memorabile di 9 ore e 15 km di cammino: il Circuito delle Creste.
  • Caratteristiche: Splendido, sempre abbracciato dal sole e circondato da panorami pazzeschi, ma impegnativo. Alcuni passaggi richiedono passo fermo ed esperienza.
  • Cosa portare: Acqua in abbondanza, cappellino per il sole, una maglietta di ricambio e ottimo cibo energetico.
La sera, tornare alla cellula pick-up e distendersi sul nostro letto da 2 metri per 1,70 è stato un vero angolo di paradiso.
 

 
Giorni 6 & 7: Relax al Lago di Mis e la magia dei Cadini del Breton
Salutiamo le Dolomiti Friulane per goderci gli ultimi due giorni di questo tour nel bellunese, affacciati sul meraviglioso Lago di Mis, nel comune di Sospirolo.
Ci rilassiamo al Camping Pian Falcina, una struttura eccellente, ordinata, con servizi perfetti e un ristorante dove assaporiamo l’ottima cucina tipica bellunese. Il giorno 6 scivola via tra riposo sulle rive del lago e una splendida cena rigenerante.
 
Il Giorno 7 e i Cadini del Breton
Il settimo giorno lo dedichiamo a un luogo magico: i Cadini del Breton.
  • Si raggiungono facilmente a piedi con una camminata adatta a tutta la famiglia.
  • Lo spettacolo naturale è superbo: una serie di cavità idrauliche profonde in cui l’acqua assume colori unici e cristallini. Una tappa obbligatoria!
 

 
Il nostro bilancio: viaggiare a fine giugno fuori stagione
Questo territorio unisce la possibilità di una sosta libera eccezionale a strutture ricettive e aree comunali che funzionano in modo impeccabile.
Un piccolo consiglio da camperisti: noi abbiamo viaggiato a fine giugno, un periodo in cui l’alta stagione non è ancora partita. Abbiamo dovuto adeguarci agli orari ridotti di uffici turistici e negozi, spesso aperti solo nel fine settimana. Questo piccolo compromesso, però, ci ha ripagato immensamente: abbiamo vissuto una destinazione meravigliosa, deserta e totalmente lontana dai luoghi comuni.
Al prossimo viaggio, sempre Liberamente in Camper!