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Sicilia in Camper: 3 spunti e idee per un itinerario on the road

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Organizzare un viaggio in camper, che sia per lavoro o necessità, non è da tutti e per tutti. Il camper, prima ancora che uno mezzo di trasporto, rappresenta un vero e proprio stile di vita, in cui si sposa pienamente il senso di libertà, voglia di scoprire luoghi inediti e difficilmente raggiungibili in modo diverso e soprattutto mantenere la propria privacy e intimità domestica anche quando si è fuori casa. In Italia ci sono molti luoghi che si candidano come ideali da visitare a bordo della propria casa su quattro ruote, comprese le isole.  La Sicilia, in modo particolare, col suo fascino a tratti barocco e opulento e, allo stesso tempo, genuino e diretto, è una terra che merita di essere visitata in lungo e in largo e uno dei modi migliori per farlo è proprio a bordo del proprio veicolo. Spesso le distanze da coprire da una località all’altra sono notevoli e i trasporti pubblici non sempre garantiscono collegamenti diretti: riuscire a far quadrare tutto in pochi giorni può rivelarsi
una vera sfida. Ecco allora che, salire a bordo di uno dei tanti traghetti per la Sicilia in camper diventa il modo migliore per assicurarsi la garanzia di un tetto sulla testa, completamente svincolati da limiti e orari ed essere liberi di viaggiare ovunque e in qualunque momento. Ma cosa inserire esattamente nel proprio itinerario di viaggio in camper lungo la Sicilia?

Il Canyon della Sicilia
Ufficialmente sono note come le Cave di Marsala, ma chi ne conosce le caratteristiche non può che definirle il gran Canyon della Sicilia. Sono collocate in modo particolare tra Marsala e Mazara del Vallo e possono essere visitate contattando direttamente i gestori privati che si occupano della loro cura. Si tratta infatti delle vecchie cave scavate dai minatori della zona, decenni e decenni fa, e che senza dubbio rappresentano un luogo curioso, “poco turistico” ma estremamente suggestivo da visitare.


Parrini è un borgo molto suggestivo, con una storia particolare alle sue spalle e il sapore di una rivincita e rinascita che solo le località più ispirate riescono a perseguire.
Parrini nasce da un ordine religioso che ha visto i padri del Noviziato dei Gesuiti edificare un
piccolo villaggio, intorno alla loro chiesa, nel lontano 1500. Ma è stato solo un principe francese che, successivamente, lo ha reso famoso grazie alla produzione del Moscatello di Zucco. Questa importante produzione, però, non è stata sufficiente a trattenere i suoi abitanti e, come molti borghi in Italia, col tempo si è spopolato. Oggi, Parrini, si presenta come un pittoresco borgo dell’entroterra palermitano caratterizzato da colori, murales, dipinti e ceramiche che si ispirano al modernismo catalano di Gaudì e lo ripropongono in ogni angolo del paesino, attirando turisti e curiosi da tutto il mondo.

Caltabellotta, per gli amanti della natura
Per chi desidera immergersi in luoghi ancestrali e che rappresentano il collegamento ideale tra la modernità e le antiche civiltà delle terre sicule, questo piccolo borgo di appena 3000 anime è la destinazione perfetta. Il panorama che si può godere intorno è da togliere il fiato. Ruderi, reperti, monasteri e piccole chiese, invece, esprimono appieno ogni traccia lasciata dall’avvicendarsi di sicani, greci, normanni, romani e arabi, fino ai giorni nostri.

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